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Title: INTERAZIONE FRA CARDIOLOGO E CARDIOCHIRURGO NELLA PRATICA CLINICA DELLA CHIRURGIA RICOSTRUTTIVA MITRALICA
Authors: TOSCANO, FRANCESCA
Tutor: TOSCANO, MICHELE
Keywords: INTERAZIONE FRA CARDIOLOGO E CARDIOCHIRURGO
CHIRURGIA RICOSTRUTTIVA MITRALICA
Issue Date: 16-Jul-2012
Abstract: PREMESSE E SCOPO DELLO STUDIO. Numerosi studi clinici hanno dimostrato i vantaggi della ricostruzione della valvola mitrale (RVM) rispetto alla sostituzione della valvola (SVM), ma sia in Europa che negli Stati Uniti il tasso di ricostruzione si mantiene intorno al 50 %. L'obiettivo di questo studio è stato quello di valutare l’impatto dell’interazione fra il cardiologo e il cardiochirurgo, derivante dalla formazione di un “Team mitralico”, sulla incidenza della RVM con l’obiettivo finale rappresentato dall’aumento delle procedure di ricostruzione. METODOLOGIA. Abbiamo analizzato i dati di 323 pazienti sottoposti consecutivamente a chirurgia della valvola mitrale, isolata o associata ad altre procedure, nel periodo di sei anni. A partire da gennaio 2009 è stato costituito un “Team mitralico” formato da un cardiologo (F. T.), sempre la stessa, e da un chirurgo nella persona del responsabile della UOC Cardiochirurgia. I risultati dei 176 pazienti operati nel triennio 2006-2008 precedente alla costituzione del team (Gruppo I) sono stati messi a confronto con i 147 pazienti sottoposti ad intervento nel triennio 2009-2011 (Gruppo II). RISULTATI. La percentuale di riparazione in tutti i 323 pazienti sottoposti a chirurgia della mitrale da un gruppo di 6 chirurghi con esperienza diversa è stata del 39 % (69 di 176) nel gruppo I e del 46 % (67 di 147) nel gruppo II, un miglioramento modesto e non significativo. La percentuale di riparazione è aumentata significativamente nei pazienti trattati dal Team mitralico passando dal 44% (47 di 107) del primo periodo al 66% (38 di 58; p< 0,001) del secondo periodo. Nel gruppo I la percentuale di riparazione del Team mitralico rispetto agli altri operatori non ha evidenziato differenze significative (media 44% contro il 33% rispettivamente), mentre è stata significativamente più elevata nel gruppo II (media 66 % contro il 33% ; p< 0,002). Nel gruppo II dei pazienti trattati dal Team mitralico le percentuali dei tentativi di ricostruzione e dei successi di ricostruzione sono state significativamente più alte rispetto al gruppo I (p< a 0,002 e 0,05 rispettivamente). Nei pazienti del gruppo II del Team mitralico il tasso di ricostruzione è stato significativamente più elevato in tutti i tipi di disfunzione valvolare. La nuova metodica di ecocardiografia tridimensionale facilita l’analisi segmentaria della valvola in quanto fornisce immagini simili a quelle osservate dal chirurgo al tavolo operatorio, ma deve essere ancora utilizzata come indagine complementare alla ecocardiografia 2D. CONCLUSIONI. L’applicazione delle immagini ecocardiografiche 2D e 3D nella chirurgia della valvola mitrale richiede un rapporto di collaborazione e una interazione ottimale fra cardiologo e cardiochirurgo. Questa interazione può determinare, come si è verificato nel nostro studio, un aumento significativo del tasso di ricostruzione della valvola.
URI: http://hdl.handle.net/10805/1645
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