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Title: I RAPPORTI TRA L'ALBANIA E LA GRAN BRETAGNA (1940-1950)
Authors: COTA, JULIAN
Tutor: Valle, Roberto
Keywords: albania
incidente di Corfù
gran bretagna
Issue Date: 27-Sep-2012
Abstract: La presente tesi ha avuto l’obiettivo di illustrare i rapporti tra l’Albania e la Gran Bretagna nel decennio tra il 1940 al 1950. Il lavoro viene svolto basandosi su tre momenti; a) l’ingresso dell’Albania nell’ottica della politica estera della Gran Bretagna e l’invio delle missioni militari britanniche in Albania. b) La fine della Guerra collocò l’Albania dall’altra parte della cortina di ferro rispetto ai britannici causando il peggioramento dei rapporti tra i due governi dopo gli Incidenti nel Canale di Corfù che vede il coinvolgimento anche della Jugoslavia e dell’URSS in sostegno della causa albanese. c) La decisione del Consiglio di Sicurezza prima e successivamente la Sentenza della Corte Internazionale di Giustizia sulla controversia segnarono definitivamente i rapporti fra i due stati. Si inizia con un’esposizione dei fatti che hanno fatto entrare l’Albania nell’ottica della politica estera britannica. Inizialmente i britannici si limitarono solo all’organizzazione della Resistenza dei partigiani nella guerra contro l’Asse ma successivamente tentarono di sollecitare le altre forze politiche in Albania cercando di ostacolare il raggiungimento del potere dai comunisti. Tentativi falliti sia per l’abilità dei comunisti, sia per il mancato coinvolgimento dei nazionalisti e ballisti nella guerra contro i nazifascisti. Vengono rappresentati dettagliatamente tutti i passi ed i momenti cruciali della collaborazione con gli alleati sia dei partigiani, sia delle altre forze politiche albanesi. Come fonti per i materiali sono stati consultati i diari personali dei protagonisti britannici come "Albanian Assignment", di D. Smiley,pubblicato a Londra nel 1945, “Illyrian venture” di Davies “Trotsky”, Londra 1952, “Albania’s National Liberation Struggle. The Bitter Victory” di R. Hibbert, Londra e New York 1991, dei protagonisti albanesi come “Rreziku anglo – amerikan për Shqipërinë” di E. Hoxha, 1982, “Kur u hodhën themelet e Shqipërisë se re. Kujtime dhe shënime historike” Hoxha, 1984 “Biografi” di Hysni Kapo, (non pubblicato) nonché documenti dell’Archivio del Dipartimento di Stato americano e del Public Record Office britannico. Uscita dalla Guerra come un paese alleato contro l’Asse nazifascista, l’Albania auspicò una considerazione più vantaggiosa di quanto gli fu riservato dagli Alleati. Ovviamente l’instaurazione di un regime comunista in Albania non fu quello che gli Alleati vollero e perciò si impegnarono seriamente ad ostacolarlo. Per rendere difficile l’arrivo dei comunisti al potere inizialmente i britannici si impegnarono a “non riconoscere il Governo Provvisorio” e successivamente a “non permettere l’adesione dell’Albania nell’ONU” ed a “non permettere l’adesione dell’Albania nel Mediterranean Areas Board per lo Sminamento autorizzando la Grecia, la quale ebbe ambizioni territoriali nel Sud dell’Albania, ad occuparsi dello sminamento delle acque territoriali albanesi”. La questione dell’Incidente di Corfù, il primo Incidente internazionale giudicato dalla Corte Internazionale di Giustizia, subito dopo la sua istituzione, viene analizzata ed esposta dettagliatamente nel lavoro svolto. I rapporti tra i due paesi s’incrinarono definitivamente a partire dal maggio 1946, con il primo Incidente di Corfù, quando l’Artiglieria albanese, il 15 maggio, aprì fuoco contro due navi britanniche identificandole come navi greche, che numerose volte in precedenza avrebbero violato le acque territoriali albanesi. Dopo il primo incidente, le Autorità albanesi chiesero che “per evitare ulteriori incidenti nel futuro, tutte le navi che intendessero transitare nelle acque territoriali albanese dovrebbero chiedere prima l’autorizzazione del governo albanese”. Ciò non venne considerata giustificabile ne dagli Stati confinanti ne successivamente dalla Corte Internazionale di Giustizia. Va sottolineato che le caratteristiche del Canale di Corfù non sono analoghe a quelle dei Canali di Gibilterra o di Bosforo e vi sono linee alternative di transito. Il secondo incidente di Corfù, il 22 ottobre 1946, nel quale furono distrutte due navi da guerra e persero la vita 44 membri dell’equipaggio britannico, mise la parola fine ai “buoni rapporti” tra l’Albania e la Gran Bretagna. Susseguì un fitto scambio di note e contronote, memo e contro-memo per quasi due anni, fino alla Sentenza della Corte Internazionale di Giustizia il 9 aprile 1949. Essa sentenziava che “l’Albania non fosse responsabile della collocazione delle mine, ma informata della presenza di esse e, non informando le parti sulla presenza delle mine, avrebbe violato le norme del Diritto internazionale” ed il 15 dicembre 1949 sentenziò che “l’Albania dovesse risarcire il Governo britannico di 843 947 sterline per i danni procurati alle navi della Sua Maestà”. Il lavoro, tra l’altro, espone nuovi aspetti che, in base a documenti solo poco tempo fa resi declassificati e consultabili, confermano la partecipazione dell’Albania nella collocazione delle mine. Il comportamento albanese fu frutto della paura, dell’insicurezza e della mancata visione politica per il futuro. D’altro canto, alla luce di nuovi documenti pubblicati solo nel 2001 dallo storico A. Carty “The Corfu Channel Case - and the missing Admiralty Orders. The law and Practice of International Courts and Tribunals” 2004 viene confermata la tesi che il transito delle navi britanniche non fu affatto pacifico ma bensì orientato “a testare se gli albanesi avessero imparato a comportarsi” ed “a dare una lezione se il comportamento albanese non fosse stato all’altezza”. Si tratta dei documenti Memorandum XCU e XCU1, che mai furono messo a disposizione della Corte anche se ripetutamente richiesto dalla parte albanese. Oltre ai documenti presenti negli archivi del Foreign Office a Londra e del Ministero degli Esteri a Tirana, sugli incidenti di Corfù e le conseguenze che essi comportarono nei rapporti tra i due governi successivamente, ci sono molte pubblicazioni sia di autori albanesi che britannici come, “Incidenti i kanalit te Korfuzit dhe pasojat e tij ne politiken e jashtme shqiptare” di M. Peka 2002; “Flota Detare dhe arkivat sekrete” di M. Qorduka, 2008; “Ne kerkim te arit” di K. Krisafi 2000; “Incidenti i Korfuzit – Ne driten e dokumenteve dhe fakteve te reja” di A. Puto, 2010; “The eagle spreads his claws. A history of the Corfù Channel dispute and of Albania’s Relations with the West, 1945 – 1965” di L. Gardiner, Londra 1966; “The Corfu Incident” di E. Leggett, Cornwall 1974; “Legal problems involved in the Corfu Channel Incident” di Ch. II Yung, Parigi 1959. Dopo la sentenza della Corte Internazionale di Giustizia, del rifiuto del governo albanese di risarcire i britannici e dopo la decisione di quest’ultimi di confiscare l’oro sequestrato ai tedeschi a Roma e destinato all’Albania dalla Triplice Commissione, le relazioni con la Gran Bretagna si interruppero quasi totalmente per quasi 40 anni, e ripresero solo nel 1991 – 1992. Nell’accordo del 22 giugno 1992, tra il primo governo non comunista albanese e quello britannico venne deciso la restituzione dell’oro all’Albania ed il pagamento di due milioni di dollari americani come risarcimento al governo britannico. Fu la parola fine alle controversie tra l’Albania e la Gran Bretagna e l’inizio di normali relazioni diplomatiche tra i due Stati.
URI: http://hdl.handle.net/10805/1666
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