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Title: Rischio di Violenza e Pericolosità Sociale: quali influenze? Applicazione delle Scale HCR-20 e PCL-R ad un campione di internati presso gli OPG di Italia
Authors: POMILLA, ANTONELLA
Tutor: Fiori Nastro, Paolo
Keywords: psichiatria forense
pericolosità sociale
infermità mentale
fattori di rischio
Issue Date: 24-Oct-2012
Abstract: Il lavoro di ricerca ha voluto offrire un contributo in merito alla disamina del nesso di causalità esistente tra la patologia di mente e l’acting di comportamenti aggressivo-violenti e/o criminosi. Primo obiettivo di ricerca era il tentativo di comprendere se sia oggi risolta, ed in che modo, l’annosa diatriba sulla liceità di associare alla malattia mentale la presenza di un potenziale di rischio per l’adozione di condotte violente e/o criminose. Nello specifico, era in intento di annoverare quali certezze esistano nelle controverse indicazioni poste in oggetto dalla letteratura, che da un lato intende impossibile prevedere la recidiva di un comportamento violento e/o criminoso, e dall’altro ammette la possibilità di un giudizio obiettivo, se frutto dell’adozione di strumenti scientificamente validi. A monte di tale disamina si collocava la personale curiosità scientifica, culturale e professionale, verso il percorso che conduce a mutare un rischio (di comportamenti aggressivo-violenti) in qualcosa che nella sua sussistenza o permanenza (la pericolosità sociale) vede il protrarsi di uno stato che vorrebbe accogliere in sé il rispetto del diritto costituzionale alla cura del malato ed il rispetto della necessità di garantire la difesa di una società “civile”. Secondo obiettivo di ricerca, connesso al precedente, era la volontà di approfondire quale scenario sia oggi indicativo delle possibilità e delle necessità di trattamento di autori di reato affetti da malattia di mente, nell’analisi del contrasto che sorge dall’incontro di due discipline molto diverse: da un lato la psichiatria forense, che ha onere di condurre l’indagine sulla personalità di un soggetto malato, prima ancora che autore di reato, e che in uno scenario così vasto lascia aperti molteplici percorsi; dall’altro la giurisprudenza, che stabilisce invece limitate possibilità al trattamento/contenimento di tale particolare utenza. In tale prospettiva, si è ritenuto necessario porre una riflessione sull’odierno impegno scientifico e normativo volto al tentativo di definire quale organizzazione funzionale e strutturale deve essere data alle sedi, vecchie (gli OPG) e nuove (le strutture territoriali cosiddette Residenze Psichiatriche ad Alta Sorveglianza), atte alla presa in carico di soggetti penalmente prosciolti in quanto malati di mente.
Description: E' stata condotta una pregressa review della letteratura per approfondire i motivi della disputa culturale e scientifica inerenti le criticità di poter formulare un corretto giudizio predittivo sulla pericolosità sociale di pazienti psichiatrici. Tale review ha condotto ad intendere come l’odierna comunità psichiatrico-forense, al di là dell’escludere del tutto una significatività nella correlazione tra malattia di mente (in particolare gravi disturbi quali schizofrenia e psicosi) ed adozione di condotte violente e/o criminose, pone nell’attenta analisi di alcuni fattori di rischio insiti nella malattia di mente la risorsa più efficace per orientare la prevedibilità del concetto di pericolosità sociale psichiatrica, nonché le indicazioni più idonee per orientare la presa in carico ed il trattamento penitenziario dei cosiddetti folli rei. Usando a campione un gruppo di soggetti dichiarati non imputabili per una condotta penalmente rilevante in quanto affetti da vizio di mente, e viepiù ritenuti socialmente pericolosi e dunque sottoposti a Misura di Sicurezza detentiva psichiatrica ovvero internato in Ospedale Psichiatrico-Giudiziario (OPG), si è provveduto alla disamina delle correlazioni e delle associazioni tra alcuni fattori di rischio ed il livello di gravità del giudizio di pericolosità ottenuto dall’applicazione della scala HCR-20 (Violence Risk Assessment Scheme – Version 1 Webster, Eaves, Douglas, & Wintrup, 1995; Revision Webster, Douglas, Eaves, & Hart, 1997), strumento tradizionalmente annoverato in molti contesti scientifico-culturali internazionali per la predittività della pericolosità sociale psichiatrica. I risultati ottenuti dall'indagine si sono mostrati interessanti. L'intero percorso di ricerca ha posto come auspicio per il futuro la necessità che lo strumento utilizzato, qui in Italia poco conosciuto (mancante di validazione italiana), possa quanto prima divenire di comune fruibilità nel lavoro degli operatori del settore psichiatrico e forense, pena il mantenimento di una condizione di arretratezza culturale che non può orientare il lavoro di prevenzione, previsione e trattamento socio-sanitario.
URI: http://hdl.handle.net/10805/1854
Research interests: criminology, forensic psychology and psychiatry
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