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Please use this identifier to cite or link to this item: http://hdl.handle.net/10805/1958

Title: Elementi di sostenibilità urbana ed edilizia nell’architettura iraniana (fra XIX e XX secolo)
Authors: SHAHHOSEINI, AHAD
Keywords: sostenibilità
bio-climatic Architecture
Issue Date: 22-Nov-2012
Abstract: L’osservazione, l’analisi e lo studio della casa e della città tradizionale iraniana, la sua trasformazione nel tempo e la configurazione dei suoi nuovi spazi urbani rappresentano, insieme, l’ambito di ricerca della seguente trattazione, che vede l’identità delle abitazioni e della città legate sia al senso di riconoscibilità che di appartenenza ad esse: se un’abitazione e una città sono in grado di modificarsi in ogni momento per aderire all’essere mutevole della vita, e soprattutto se consentono a chi le vive di riconoscersi in un ideale di cambiamento che lo faccia sentire parte di un progresso, allora la loro identità è riconosciuta. L’identità edilizia e poi quella urbana contemporanea sono nell’ultimo secolo minacciate dal forte impatto della globalizzazione del settore delle costruzioni, che ha visto delegare il comfort interno alle abitazioni totalmente all’impiantistica, determinando a livello urbano la realizzazione di edifici sempre più omologati e poco relazionati al contesto climatico e culturale. Per mezzo degli impianti di climatizzazione “si può vivere sotto soffitti bassi nei Tropici, dietro pareti sottili nell’Artico e sotto tetti non isolati nel deserto. Tutte le regole per il controllo climatico attraverso la struttura e la forma sono rese obsolete” (Benham, 1969). La ricerca a tal fine si vogliono illustrare le soluzioni architettoniche che hanno inciso sulla forma interna e su quella esterna delle strutture abitative e conseguentemente sull’urbanistica iraniana; si vogliono altresì sottolineare gli accorgimenti che l’uomo nei secoli ha adottato per costruire edifici confortevoli e infrastrutture funzionali in territori dove appunto non è facile vivere: infatti, proprio in questi luoghi e in queste condizioni sono nate e si sono sviluppate città meravigliose con l’obiettivo principale di carattere bioclimatico. Ciò anche perché, oggigiorno è doveroso intervenire rispetto all’uso indiscriminato di energia per mezzo di una progettazione volta al risparmio energetico e alla sostenibilità, attenta al contenimento dei consumi energetici e al comfort abitativo, che una volta recuperati incidono sul linguaggio tecnico-costruttivo e architettonico con soluzioni in grado di utilizzare le risorse naturali offerte dall’ambiente. A tal proposito, la seguente trattazione ha scelto di riversare la propria attenzione su un territorio arido e desertico nell’Iran centrale, dove il disegno urbano delle città rispetta, in generale, i principi della progettazione sostenibile del tessuto tradizionale. Qui, nonostante la limitazione dovuta agli aspetti naturali e nonostante la mancanza di tecnologie moderne, l’essere umano è riuscito a dar vita a città in cui si è reso possibile lo svolgimento della vita umana. La questione dell’identità urbana in Iran rappresenta un tema attuale nella progettazione di nuove città, cioè lì dove l’identità urbana rappresenta strumento essenziale per la formazione di abitazioni e città vivibili e in cui tradizione, modernizzazione e attenzione al contesto non siano più in disattese. Il progetto di ricerca si è posto pertanto come obiettivo lo studio degli insediamenti delle regioni aride dell’Iran centrale, distintesi in passato per la gestione equilibrata del territorio e delle risorse e per l’utilizzo del patrimonio dei saperi architettonici e delle conoscenze relative agli usi locali. La ricerca si può inserire all’interno dell’ attuale dibattito culturale sulla sostenibilità ambientale e sullo sviluppo di modelli responsabili per la progettazione architettonica e la pianificazione territoriale, urbana ed edilizia. Occorre, quindi, approfondire la conoscenza delle soluzioni urbanistico-edilizie e tecnico-costruttive sviluppate in più contesti, in cui le condizioni sfavorevoli e la scarsa disponibilità delle risorse hanno determinato l’adozione di soluzioni e strategie sostenibili di grande efficacia, sia per costruire abitazioni e città sia per creare condizioni di fertilità dei suoli e di disponibilità idrica in zone notoriamente caratterizzate da siccità e assenza di corpi idrici superficiali, specialmente in quelle desertiche. E’ d’obbligo menzionare tra le tecniche costruttive adottate, anticipandone una breve descrizione, una serie di componenti architettoniche quali ad esempio porticati, iwan (ambienti coperti che si aprono verso l'esterno o che affacciano sul cortile) utilizzati per creare ambienti esterni ombreggiati e freschi; oppure cortili interni alle case con giardini, vasche e fontane utilizzati per raffreddare e umidificare l’aria circostante. E ancora componenti architettoniche come torri del vento (badghir) e speciali “ambienti frigorifero”, le prime utilizzate come espediente per il raffrescamento naturale degli edifici, i secondi per la produzione e la conservazione del ghiaccio; oppure canali sotterranei (qanat) utilizzati per l’approvvigionamento dell’acqua; e infine, ma non meno importante, la realizzazione di fabbricati costruiti in terra cruda, ottimo isolante naturale. Del vasto territorio dell’altopiano iranico la porzione su cui si pone maggiormente attenzione è quella centrale corrispondente alla regione di Isfahan, compresa tra i Monti Zagros e i Monti Rud e attraversata dal fiume Zindah, scelta perché, per la presenza sia del deserto, che delle montagne che del fiume, questa regione presenta differenti zone climatiche, ognuna con delle caratteristiche architettoniche proprie. Tuttavia, oltre a ciò, la scelta dell’area è legata anche alla sua ricchezza di esemplari architettonici islamici, risalenti alla dinastia Safavide (1501-1736) e successivamente a quella Qajar (1781-1925) che ancora oggi conservano abbastanza intatta la tradizione passata, grazie anche al fatto che questa è la parte meno sismica dell’intero Iran. Gli esempi di abitazioni prese in esame corrispondono alle case signorili della città di Kashan, scelta dovuta al fatto che quelle appartenenti ai ceti più bassi per quanto più interessanti perché formano il tessuto urbanistico del centro storico e perché molto più antiche, sono molto alterate e rovinate rispetto alle prime, risalenti invece al secolo scorso, e quindi più facili da trovare intatte. La ricerca parte da un inquadramento generale del territorio iraniano in generale, e se ne descrive nel primo capitolo la situazione geografica, politica, economica e storica e se ne illustra, sinteticamente, l’evoluzione architettonica accennando ai diversi stili. Nel secondo capitolo l’attenzione si focalizza sull’altopiano iranico di cui si analizzano i fattori naturale, geografico, politico e climatico in relazione alla loro evidente influenza, ad ampia scala, sull’assetto urbano della città tradizionale e, a piccola scala, sulla casa tradizionale iraniana, facendo in particolare uno “zoom” sui quattro principali climi, quello mite-umido, quello freddo, quello caldo-umido e infine quello caldo-secco al fine di mettere in luce le principali differenze edilizie. Partendo da queste esperienze, si è quindi cercato di delineare un quadro generale e di effettuare una valutazione critica sui modelli diffusi, evidenziando filoni culturali diversi, alcuni dei quali tendono a circoscrivere il concetto di sostenibilità al solo contesto ambientale, mentre altri tendono ad ampliare questo concetto sul piano sociale, politico, economico e culturale. Attraverso fotografie, piante e disegni esplicativi viene illustrata l’architettura tradizionale, ma oggi più che mai attuale dal punto di vista della sostenibilità e della bio-climaticità. Da qui, e rimanendo appunto nell’area dell’altopiano iranico a clima caldo-secco, si passa nel terzo capitolo all’analisi delle due città oggetto di uno studio approfondito: Kashan e Nain, scelte per aver entrambe mantenuto nel tempo la loro integrità architettonica, sia a livello edilizio che urbano. Se ne individueranno sia gli elementi architettonici urbani che quelli edilizi ideali per riconoscere l’architettura sostenibile degli esempi ancora oggi attuali. Il quarto capitolo illustra una proposta progettuale sia pure a livello schematico per recuperare il materiale analizzato in una esemplificazione edilizia contemporanea. Il tutto viene schematizzato attraverso schede esemplificative relative ad un complesso di case al fine di riprendere anche in chiave contemporanea elementi della tradizione iraniana con soluzioni che entrino in sinergia con le tipiche caratteristiche ambientali e climatiche della città di Kashan. Alla fine di questa ricerca si dovrebbe dare risposta alle seguenti domande: - in che modo l’architettura della casa tradizionale può trovare una nuova con temporanea espressione sia dal punto di vista organizzativo che strutturale che ecosostenibile - quali sono le caratteristiche organizzative spaziali della casa e del contesto urbano in relazione al clima e, conseguentemente, all’orientamento. Quindi, lo studio edilizio ed urbano è un modo di dare “sviluppo” al tema di cui possono beneficiare tutte le popolazioni del Mondo, in cui le tutele di natura sociale si integrano con le esigenze di conservazione delle risorse naturali e che pone le sue basi su tre fondamentali dimensioni - ambientale, economica e sociale - proponendo una visione di società più rispettosa del prossimo e delle risorse del Pianeta. Questi tre fattori sono dipendenti l’uno dall’altro: infatti, tutte le sfide della sostenibilità, tra cui la questione dei cambiamenti climatici, non sono relative in modo univoco al settore ambientale, bensì presentano rilevanti ricadute anche sul sistema economico e sociale. Da qui scaturisce appunto la necessità, nonché la curiosità, di capire ed analizzare le interessanti soluzioni di architettura sostenibile in territori come l’Iran in cui l’essere umano, con il suo ingegno e con la sua abilità, ha dovuto integrarsi ed adattarsi ad una situazione ambientale naturale per lui alquanto sfavorevole sviluppando tecnologie costruttive che permettessero una vita confortevole in territori apparentemente inospitali alla vita. Pertanto, nel momento storico che viviamo in cui il problema del sostentamento energetico e dell’inquinamento acquisisce sempre maggior importanza, l’architettura non può prescindere dallo studio di sistemi costruttivi del passato relativi, per di più, alla climatizzazione, alla ventilazione, all’impiego di materiali naturali ed ecocompatibili, e dal reinterpretarli riproponendoli in chiave moderna con l’uso di nuove tecnologie.
URI: http://hdl.handle.net/10805/1958
Research interests: sistemi e matriali per la costruzione sostenibile, componenti architettoniche per la ventilazione, raffrescamento e riscaldamento natuare degli edifici
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