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Please use this identifier to cite or link to this item: http://hdl.handle.net/10805/2720

Title: Hydro-generated Urbanism. Da Venezia alla Florida.
Authors: FIUME GARELLI, MARZIA
Tutor: Barbera, Lucio Valerio
Kohen, Martha
Del Monaco, Anna Irene
Keywords: Hydro-generated
Urbanism
Venezia
Florida
Issue Date: 16-Jul-2015
Abstract: Il progetto di ricerca s’inquadra in una generale riflessione sul ruolo giocato, nello sviluppo della società urbana, dalle “città d'acqua” nelle quali il rapporto tra acqua e suolo abitabile, naturale o artificiale, è nettamente sbilanciato a favore dell'elemento liquido. Esse costituiscono i più eloquenti rappresentanti dei limiti estremi cui è riuscita a spingersi la capacità umana di costituire straordinarie aggregazioni urbane e dimostrano palesemente quanto la creatività costruttiva - morfologica, tipologica e architettonica - sia stimolata da condizioni ambientali estreme. Così esse sono diventate, nella storia, veri laboratori di ricerca d'avanguardia sull’organizzazione e sulla forma urbana a vantaggio del più generale avanzamento dell'”arte” di costruire le città. In questa cornice la ricerca, dopo una larga esplorazione sulla sterminata costellazione delle città d'acqua nei diversi continenti, e dopo aver richiamato sommariamente la realtà genetica e morfologica dell'inevitabile esempio di Venezia – che è il più frequentato e più tradito riferimento culturale di ogni successiva fondazione di città d'acqua nel mondo occidentale – si pone l'obiettivo di esaminare i tratti caratteristici, genetici e morfologici, della più imponente città occidentale d'acqua dei tempi nostri, lontanissima culturalmente e storicamente da Venezia e dalle altre, storiche città d'acqua d'Europa. Si tratta della “città” costituita dalla diffusa urbanizzazione costiera, pianificata e non, realizzata e tuttavia continuamente “in fieri” nel territorio fluviale- lagunare della Florida (USA), costellato di laghi e di ampissime zone umide; una “urbanizzazione americana estrema” sia per il suo intimo rapporto con l'acqua sia per la sua vastità sia per il fatto d'essere avvenuta e di avvenire nel territorio spinto più a Sud tra tutti quelli degli Stati Uniti d'America – escluse le Isole Hawaii – che quasi lambisce il Tropico del Cancro. Naturalmente, in questa dissertazione i riferimenti alla realtà veneziana sono tratti dalle conoscenze sedimentate in letteratura, pur se selezionati ed ordinati in modo che credo significativo ai fini della presente trattazione; oltre a ciò presento alcuni studi originali da me compiuti al termine degli studi universitari relativi al rapporto tra la nostra fatale città d'acqua e i maggiori maestri dell'architettura moderna. La trattazione della realtà degli insediamenti d'acqua della Florida è invece prevalentemente frutto dell'osservazione diretta (ho trascorso sette mesi di studio presso l'Università di Gainsville, Florida) e della raccolta e dello studio dei documenti storici e attuali riguardanti le forme dell'urbanizzazione, lo stato presente e le prospettive future di quella che io, per brevità con un con po' di intento provocatorio chiamo la città d'acqua floridiana. Si tratta di una estesissima città- regione, si sarebbe detto una volta in Italia, che, pur se ancora frammentata in diversi centri, sembra poggiare su un unico modello insediativo che mi sembra abbia una matrice tipicamente americana (vedi cap.III.9), variamente declinato nella qualità materiale della realizzazione e nella densità dei servizi a secondo del censo degli abitanti e della loro età. Gran parte degli insediamenti floridiani, infatti, sono costituiti da tessuti residenziali realizzati e offerti per più o meno lunghe permanenze di riposo e vacanza, tra le quali spiccano quelle di milioni di persone in retirement – noi diremmo in pensione – provenienti da altri Stati dell'Unione, ma tra le quali emergono anche, dal punto di vista finanziario, quelle di una moltitudine di persone più giovani e ben attive che amano trascorrere le loro vacanze negli ozi subtropicali o tropicali attrezzatissimi e alla moda della Florida centrale e meridionale (Miami, Palm Beach, le Florida Keys). A questo panorama si aggiunge il flusso del turismo di massa indirizzato al sistema delle grandi attrezzature per il tempo libero (Disney World, Epcot, Universal Studios, Sea World ecc.) situate nella zona centrale, non lontane da Orlando. Naturalmente soltanto la parte più esterna degli insediamenti costieri della Florida si inoltra letteralmente nell'acqua; ma in Florida la presenza dell'acqua non si limita alle fasce lagunari e costiere. L'intero suolo floridiano è sede di un rapporto dinamico impressionante e apparentemente misterioso tra terra e acqua nel quale l'acqua sembra minare il suolo e tendere a prevalere su di esso mentre le opere dell'uomo, al contrario e continuamente, nelle lagune costiere e nelle paludi, tendono a conquistare nuovo suolo o nuova stabilità. Ovunque l'interno del territorio è caratterizzato dalla presenza e dalla variabile dinamica delle doline (Sinkholes) che si aprono nel suolo carsico, si riempiono d'acqua, formano superfici lacustri e a volte inaspettatamente si seccano o si riempiono ancora provocando una ininterrotta serie di non minimi danni agli insediamenti e alle attività agricole. Nella parte più meridionale poi, malgrado le grandi metamorfosi dovute allo sfruttamento agricolo, si ha ancora la netta percezione di vivere comunque tra gli infiniti rami di un immenso delta fluviale tropicale, quello dell'enorme, lento fiume Everglades che interessa l'intera porzione Sud della penisola, regno degli alligatori, delle querce sempreverdi, degli agrumi selvatici. Su questo quadro, infine, gravano gli effetti attuali e, ancora di più, quelli futuri dovuti ai cambiamenti climatici. Nel capitolo (vedi cap.III.13) si richiama sommariamente quanto l'estensione della penisola floridiana sia funzione diretta - e macroscopica - dello stato di equilibrio tra acqua allo stato liquido e acqua allo stato solido (ghiaccio) nel nostro globo. Come per la Pianura Padana – e per Venezia in particolare - anche per il grande e basso plateau carsico e sabbioso della Florida l'innalzamento anche di non molti decimetri del livello del mare determinerà restringimenti drammatici della dimensione e modificazioni della forma delle terre emerse; esso eroderà ampiamente gli insediamenti costieri e lagunari, mentre anche all'interno il sollevamento delle falde marine muterà l'equilibrio tra acqua dolce e salata e potrà intaccare fisicamente le zone agricole e urbane meno alte sul livello del mare anche se distanti dalle coste. Oggi non pare che in Florida – almeno a livello amministrativo - tale problema, pur sempre ben presente nelle coscienze, sia affrontato apertamente e con realismo, dunque con la necessaria lungimiranza e l'obbligatorio spirito innovativo (per quel che se ne riesce a sapere). Ma nel tempo, direi dai tempi della prima colonizzazione, gli abitanti di origine occidentale della Florida, oggi gli Americani, hanno imparato a trattare il suolo emerso di questo speciale paese con la levità dovuta a un’entità geologica delicata nella quale occorra soltanto appoggiare, non certo impiantare profondamente le proprie abitazioni. Qui, in Florida, la tradizione costruttiva del legno tipica della cultura americana sembra arricchirsi, se possibile, ancora di un maggior senso di leggerezza e di transitorietà; le case, gli edifici dei servizi normali della residenza – negozi, bar, ristoranti, scuole, chiese – quasi sempre prefabbricati in legno, vengono trasportati già montati, completamente o in parti, sul luogo dove essi vengono posati su semplici pilastrini alti circa un metro che formano e livellano un aereo piano di appoggio senza vere fondazioni. La condizione indispensabile all'adozione universale di tale tecnica insediativa è costituita, naturalmente, dalla accettazione acritica di una densità generale bassissima, come se il territorio americano, in quell'angolo degli Stati Uniti, fosse ancora realmente infinito. Certo, soprattutto nei maggiori centri urbani, le Downtown e i complessi delle grandi istituzioni statali come le università, nonché gli edifici delle grandi zone alberghiere delle maggiori e più famose città di vacanza adottano sistemi costruttivi di solida tradizione urbana moderna e si innalzano decisamente anche molte decine di piani al disopra del largo tessuto di case unifamiliari costruite in struttura lignea o comunque leggera. Ma in generale il bordo degli specchi d'acqua delle città è estesamente e indifferentemente coperto dal tessuto quasi ossessivo degli insediamenti residenziali a bassissima densità. Essi corrono i maggiori rischi di fronte all'innalzamento del livello medio del mare indotto dall'inarrestabile riscaldamento del pianeta e non basterà seguire l'innalzamento dell'acqua sollevando su pilastrini sempre più alti le case già costruite. I giardini privati e larghe fasce verdi spariranno e, soprattutto, l'impianto infrastrutturale, strade e reti, verrà sommerso e con esso la possibilità di raggiungere i centri e i servizi comuni. Con gli insediamenti costieri di Florida l'espressione forse la più perfetta di uno stile di vita verrà messo in crisi dalle mutazioni climatiche; intendo lo stile di vita fondato sull'abitazione individuale a diretto contatto con il suolo – il back e il front garden - e, nel caso della Florida, spesso con l'acqua. Uno stile di vita che in Florida sembra grandemente favorito dal clima sostanzialmente caldo e costante nelle temperature, anche se variabile - dall'umido al secco - nelle due stagioni percepibili a quelle latitudini; parte integrante di quello stile è il rapporto con l'aria aperta e la natura che avanza, docile, fino alla porta di casa. Noi europei con difficoltà comprendiamo gli aspetti positivi di tale stile, che ci è vietato dalla densità insediativa del nostro territorio e dalla nostra storia, fatta di esaltanti e feroci prossimità e di tristi ghetti contrapposti, fisici o ideologici; ma io comincio a credere che quello stile così “americano” costituisca il tessuto culturale su cui si sostiene e ancora avanza, pur se con fatica, una civiltà che, per quanto guardata con sufficienza dalle nostre sponde dell'Atlantico, ha assicurato alla cultura occidentale, ai suoi valori illuministici, di continuare a sopravvivere in una nuova storia pur se ancora e sempre agitata da profonde contraddizioni, minata da ottusità religiose e da basse crudeltà sociali; ed ha rassicurato alle moltitudini diseredate o fuggitive non “americane” che sì, è vero, esiste un luogo dove è possibile ad ogni individuo partecipare a un modello di vita semplice e non infelice, fondato soltanto su ciò che è comprensibile e raggiungibile da tutti. Per questo io credo, nella Università di Gainsville, sotto la guida della professoressa Martha Kohen, sono stata sollecitata a disegnare un progetto teorico che presentasse sinteticamente un'analisi critica e un superamento del modello insediativo floridiano per mezzo di una proposta che certamente mirasse a un deciso superamento dei suoi aspetti negativi – quindi: impulso al trasporto pubblico, aumento della densità e provvidenze per affrontare positivamente l'innalzamento del livello medio del mare in un tempo di lunghissima durata – ma che d'altra parte mantenesse al nuovo modello i valori positivi di quello attuale, individuati nel diffuso uso della abitazione individuale cui la natura si possa ancora accostare facilmente anche se, in futuro, con una buona dose di artificialità, fino alla porta di casa. In questa dissertazione, dunque, quel progetto, quell'idea dunque, va considerato come un paragrafo finale di conclusioni, fatto di poche e brevissime frasi, come io credo convenga a un architetto che, se si sente tale, al termine di uno studio che lo abbia appassionato, sente di dover mettere mano alla matita - forse temerariamente - piuttosto che alla penna, per esprimere la sintesi delle proprie idee.
URI: http://hdl.handle.net/10805/2720
Research interests: Architecture, Urbanism, Construction
Skills short description: I graduated with honours in 2009 at the Architecture Faculty of "La Sapienza" University of Rome with a Master Degree about Architectural Design. My final bachelor's thesis was based on a reconstruction of venetian projects, including Le Corbusier's hospital, Frank Lloyd Wright's Masieri Memorial and Louis Kahn's Congress Palace. From 2009 till 2012 I worked for the architectural company ABDR in Rome on the project of the New Florence's Auditorium of Music and I worked then for the engineering company SAC to follow the physical realization of the Auditorium. From 2011 to 2015 I attended a Ph.D. in Architecture. Theory and Project in Rome where I worked as a teaching assistant in academic courses and as a research group member in the field of Architectural Design. The research project "hydro-generatd urbanism" is part of a general reflection regarding the role played in the development of urban society, from the "cities of water" in which the relationship between water and land space, natural or artificial, is clearly biased in favor of the liquid. They constitute the most eloquent representatives of the extreme limits that can reach human capacity to build extraordinary urban aggregations. In 2013-2014 I have worked in Barcelona for the architectural company “Arata Isozaki & Asociados España” on the projects of: The Grand Egyptian Museum, Giza, Egypt, the project renovation of the Paluet sports pavilion, Palafolls, Spain and the Sagrada's Familia square project, Barcelona, Spain. I have already studied in foreign countries: I spent one year in Portugal as an Erasmus student at the Faculdade Técnica of Lisbon in 2006; and six months in 2013 as visiting scholar during my Phd at the college of Design, Construction and Planning at the University of Florida where I study Hydro-generated urbanism. I attended several the International workshops in China, in Brazil and in Europe and I worked for more than one year in Spain. I have good knowledge of Autocad, Rhiniceros, Photoshop, Illustrator and Office. Linguistic competences: Italian (mother tongue), French (French high school diploma, BAC), Spanish (good reading, writing and verbal level), English (good reading, writing and verbal level), Portuguese (good reading level, basic writing and verbal level), German (basic reading, writing and verbal level).
Personal skills keywords: Architecture
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